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Comunicato stampa del gruppo consiliare Pd
Direttore Generale: figura revocata dalla legge per comuni di
30.000 abitanti
La dimostrazione che il consigliere comunale Andreoni con il suo
impegno non blocca di certo l’attività amministrativa è data dal fatto
che, in barba alle prerogative del consiglio comunale (art. 48 comma 3
del Tuel che prevede il rispetto dei criteri generali stabiliti dal
consiglio comunale), il primo atto della giunta Simoncini è stato la
modifica del regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi
per l’inserimento di una norma che darebbe la possibilità di assegnare
l’incarico di direttore generale al sindaco uscente. Incarico per di
più super remunerato che potrebbe costare alla città dai 5.000 ai
10.000 € mensili..... (continua a leggere)
Così lo squallore delle leggi “su misura” che abbiamo visto mettere in
campo a livello nazionale dal governo di destra, a vantaggio unico ed
esclusivo dell’attuale presidente del Consiglio, si replica
nell’amministrazione Simoncini che usa e modifica i regolamenti
comunali pur di assegnare l’incarico di direttore generale all’ex
Sindaco . Ora Simoncini dovrà spiegare da quale voce di bilancio
intende tirare fuori i soldi per pagare un simile incarico.
Soprattutto quali servizi sarà costretto a tagliare per reperire le
risorse finanziare necessarie.
Ma questa è davvero una priorità per la città di Osimo? Una città come
la nostra, di 30.000 abitanti, beneficerebbe realmente di questa
figura? Come mai per mesi interi, da quando Gasparrini se ne è andato,
si è fatto a meno della figura del city manager? Da che cosa dipende
ciò?
A confermare l’inutilità del Direttore generale per la nostra città si
pone lo schema di Legge recante disposizioni in materia di organi e
funzioni degli enti locali che per dare attuazione del titolo V
prevede una serie di misure che prevedono la riduzione delle spese
complessive e tra queste proprio quella del Direttore Generale che per
Comuni come Osimo non sarà più prevista. Infatti:
L'articolo 33 interviene a modificare l'art . 108 del Testo unico,
relativo alla figura del "Direttore generale" degli enti locali,
prevedendo che tale organo possa essere nominato dal Sindaco dei soli
Comuni capoluogo di ciascuna delle Città metropolitane di cui alla
legge n . 42 del 2009 (recante delega al Governo in materia di
federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della
Costituzione) .
Dunque se Simoncini procederà con la nomina del Direttore Generale
viene pienamente confermata la famosa “continuità”, quella degli
sprechi e delle spese inutili, o meglio utili solo a qualcuno, messa
in campo dall’amministrazione delle Liste Civiche.
E il balletto messo in campo dall’ex-sindaco dell’accetto o non
accetto, mi metto a disposizione anche a costo zero, ma se me lo
chiedono accetterò anche di essere pagato, fino a quando proseguirà?
Si metta un punto a questo teatrino squallido.
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