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Osimo 16 ottobre 2009
- Le nuove scuole per Osimo: le Liste cercano colpevoli, in realtà non
hanno i soldi. Già tutti spesi
Le liste civiche insistono nel
dire che, grazie ad una petizione di cittadini, la scuola Bruno da Osimo,
nota scuola del centro storico, è ancora aperta.
Del resto da tempo i cittadini osimani cercano di far capire agli attuali
amministratori delle liste civiche che con loro il centro storico è morto
e la chiusura dell´ultima scuola aggraverebbe ancora di più tale
situazione.
Diverso è il problema della costruzione della nuova scuola di via
Vescovara, opera sulla cui necessità ed urgenza tutti, compresa la
sottoscritta, concordano.
Perché di questa nuova scuola ancora non si vede luce? Le cause sono
esclusivamente da imputare all´incapacità dell´amministrazione
Latini-Simoncini che in più di dieci anni di governo, malgrado i vari
proclami, non è stata in grado di offrire alla città quest´opera
indispensabile.
Il sogno della costruzione della nuova scuola "campus" di via Veascovara
continua da almeno 5 anni. Prevista infatti per molti anni nel bilancio di
previsione viene poi puntualmente cancellata in quello di assestamento a
fine anno. E´ come dire prometto ma non so mantenere.
Il problema è che il comune non ha possibilità di finanziare opere con
mezzi propri nonostante abbia avuto in passato molti soldi dovuti anche
agli oneri di urbanizzazione che sono stati però destinati verso altre
opere e non verso la scuola di via Vescovara.
Unico strumento rimasto per poter finanziare e costruire la nuova scuola è
quello di permutare due edifici scolastici: quello della Bruno da Osimo e
quello di Campocavallo.
In parole semplici questo vuol dire vendere a privati due edifici comunali
oggi sedi di scuole per destinarli alla costruzione di nuovi appartamenti
e in cambio avere la nuova scuola di Via Vescovara.
E´ bene sapere che con la delibera di Giunta n. 248 del 23/09/2009
l´amministrazione Latini-Simoncini prova per la quarta volta con un nuovo
bando di gara a trovare un operatore economico interessato all'affidamento
dei lavori di realizzazione del nuovo polo scolastico in zona Vescovara
poiché i tre precedenti sono andati deserti.
Questo è il vero motivo della non realizzazione del polo scolastico.
Altro che colpa dell´Andreoni !
La scuola di via Vescovara è stata fumo negli occhi gettato sugli ignari
cittadini che non sono mai informati correttamente su quello che succede
all´interno dell´amministrazione.
Ringrazio comunque le liste civiche che riconoscono in me grandi capacità
tanto che da sola sembrerebbe, a loro dire, io sia stata capace di
bloccare la chiusura della Bruno da Osimo. Me ne vanto visto che gli
osimani non vogliono la chiusura dell´ultima scuola del centro.
Ma Latini-Simoncini non ricordano di aver promesso ( anche in un consiglio
di quartiere del centro) in cambio della chiusura della Bruno una
"piccola" scuola del centro per mettere a tacere le proteste dei residenti
del centro e dei commercianti?
Invece che canalizzare ogni sforzo per falsificare la realtà addossando
colpe a chi non ne ha, farebbero bene a concentrarsi sulla ricerca di
politiche necessarie alla rivitalizzazione del centro storico visto che
con la loro amministrazione è morto. E questo è sotto gli occhi di tutti.
Ma per l´orecchio sordo di questa amministrazione sembra che neanche
l´ultimo consiglio di quartiere del centro storico, caratterizzato da
tante proteste, sia servito da lezione. Di che cosa avranno ancora
bisogno?
Le nostre proposte. Per tanto tempo abbiamo sostenuto e continuiamo a
sostenere che:
1 - l´edificio della Bruno da Osimo e della scuola di Campocavallo debbano
rimanere edifici a uso pubblico e a disposizione della città perché
ubicati in zone strategiche e importanti per la vitalità dei centri in cui
si trovano.
2 - Osimo ha bisogno di nuove scuole rispondenti allo sviluppo previsto
per il nostro territorio in quanto quelle esistenti sono insufficienti
quindi ben vengano i campus di via Vescovara e del Borgo.
Si passi però dalle parole ai fatti.
La responsabilità politica di certe scelte rimane in mano a chi governa.
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