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Comunicato stampa Gruppo consiliare del PD Errore grave del Presidente del Consiglio Comunale al suo esordio Inizia male Mirco Gallina Presidente del Consiglio Comunale neo eletto soltanto alla terza votazione. Infatti nonostante i buoni propositi, da lui stessi enunciati al momento dell’insediamento, di voler garantire il rispetto dello Statuto Comunale e del Regolamento e di voler essere al di sopra delle parti, non riesce ad assicurare, già nella prima seduta, alle minoranze ciò che per Statuto è loro riservato: la presenza di un componente designato dai gruppi di minoranza nel collegio dei Revisori dei Conti composto da tre membri. Il revisore indicato dalle minoranze non è risultato gradito dalla maggioranza che ha fatto di tutto per addossare al solo Presidente del Consiglio la responsabilità di eliminare in modo illegittimo il componente espressione della minoranza dopo averlo fatto votare dal Consiglio Comunale. Ciò purtroppo dimostra che il Presidente del Consiglio è completamente in mano e succube non tanto del Sindaco, che ha dimostrato un atteggiamento distaccato e indifferente rispetto alla questione, ma dell’ex Sindaco. E’ questa la maggioranza che chiede un atteggiamento collaborativo all’opposizione ma a cui poi nega la più elementare delle regole democratiche: la presenza nel collegio dei Revisori dei Conti di un componente espressione della minoranza. Questa sì che è coerenza La nomina dei revisori dei Conti è esclusiva competenza del Consiglio Comunale e pertanto la normativa non prevede nessun tipo di bando per le candidature e nessun obbligo per il Consiglio di attingere da quelle candidature per eleggere il Collegio dei Revisori dei Conti. Il massimo livello di incoerenza e di assurdità è stato messo in campo dall’ex sindaco quando durante la discussione dopo aver difeso il rispetto del bando con il quale la precedente amministrazione informava e invitava i professionisti a presentare la propria candidatura per il collegio dei revisori dei conti, ha cercato di modificare la delibera arrivando addirittura a scrivere un emendamento con il quale si chiedeva di ammettere a votazione anche altri professionisti che non avevano fatto domanda. L’ emendamento è stato però bocciato da lui stesso e dai disorientati consiglieri delle liste civiche. Il bando che nega il ruolo del Consiglio comunale L’amministrazione delle liste civiche in realtà usa lo strumento del bando dove non serve o meglio serve solo, come in questo caso, a limitare e a negare il ruolo del consiglio comunale che ha il compito preciso del controllo dell’attività amministrativa. Osimo 19 luglio 2009 il capogruppo consiliare del Partito Democratico Paola Andreoni |