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Produrre energia
elettrica con l´uso di pannelli fotovoltaici
è una pratica che si sta sempre più diffondendo, anche grazie ai
contributi ed ai vantaggi fiscali, e a questo non si può che guardare
con favore, dal
momento che si utilizza una fonte energetica inesauribile, il sole, e si
contribuisce in modo sostanziale alla riduzione di emissione in atmosfera
di gas serra.
Accanto alla creazione di piccoli impianti localizzati sui tetti degli
edifici, però, stanno ora iniziando a proliferare le richieste di
autorizzazione alla creazione di impianti a terra, denominati "parchi fotovoltaici": si tratta di schiere di pannelli
disposti su diverse file parallele con adeguato orientamento, sopraelevati
rispetto al piano di campagna.
Osimo non è esente da questo fenomeno, esiste già un impianto a San Sabino
e sono state presentate richieste per altri similari impianti.
La realizzazione di tali impianti deve fare riflettere per molte ragioni,
la prima delle quali è:
- perché occupare suolo agricolo
per realizzare impianti che possono trovare spazio (e tanto!) su superfici
già irrimediabilmente compromesse dal punto di vista naturale, come ad
esempio i tetti dei capannoni, i tetti delle civili abitazioni ecc.
Ci sono poi altre considerazioni non meno rilevanti:
- L´impatto sul paesaggio
determinato da ettari di filari di pannelli, al di sotto dei quali nel
migliore dei casi ci può essere un prato nel quale però la biodiversità
sarà sicuramente ridotta, mentre invece i pannelli integrati nei tetti
hanno un impatto visivo minimo e quello ambientale nullo;
- I contributi che
vengono elargiti per promuovere giustamente la diffusione delle energie
rinnovabili provengono da una quota che tutti paghiamo sulla bolletta
elettrica: sarebbe più giusto che venissero ripartiti in piccole quote per
finanziare piccoli impianti famigliari piuttosto che essere assorbiti da
grandi impianti costruiti a scopo speculativo. Come dire:
è meglio dare come incentivo 1.300.000
euro/anno a beneficio di un´unica persona o 1.300 euro a mille famiglie?
- La diffusione di piccoli impianti, nei quali le famiglie diventano
produttrici di energia, stimola la
consapevolezza dei propri consumi e l´acquisizione di
stili di vita energeticamente sostenibile.
Per tali motivi credo che sia necessario intervenire al più presto
per regolamentare la materia al fine di evitare - nel nostro territorio -
una proliferazione incontrollata degli impianti fotovoltaici a terra con
tutto ciò che di negativo ne deriva. Con l'interrogazione presentata si
invita l'Amministrazione Comunale a ricercare con urgenza gli adeguati
strumenti di pianificazione urbanistica
per arrestare il pericoloso dilagare di
impianti fotovoltaici su terreni liberi e, addirittura, agricoli.
INTERROGAZIONE a RISPOSTA ORALE e SCRITTA
Oggetto:
Installazione di impianti fotovoltaici su
terreni agricoli.
La sottoscritta
consigliere comunale, Paola Andreoni
Premesso che
- Pur
dichiarandoci favorevoli ad incentivare forme di investimento in energie
rinnovabili, ed in particolare a considerare il fotovoltaico - vale a dire
la conversione dei raggi solari in energia elettrica - come una delle
tecnologie portanti e centrale del nuovo modello energetico locale e
nazionale;
Visti i contenuti
- del
Decreto Legislativo 29 dicembre
2003, n. 387 ad oggetto: "Attuazione della direttiva
2001/77/Ce relativa alla promozione dell´energia elettrica prodotta da
fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell´elettricità;
- del Decreto del Ministero dello sviluppo economico del 19 febbraio 2007
ad oggetto: "Criteri e modalità per incentivare la produzione di energia
elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare, in
attuazione dell´art. 7 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387";
- del comma 7 dell´art. 12 del D.Lgs. n. 387/2003 che dispone che: gli
impianti di produzione di energia elettrica - di cui all´art. 2, primo
comma, lettere b) e c) - possono essere ubicati anche in zone classificate
agricole dai vigenti piani urbanistici; nell´ubicazione si dovrà tenere
conto delle disposizioni in materia di sostegno nel settore agricolo, con
particolare riferimento alla valorizzazione delle tradizioni
agroalimentari locali, alla tutela della biodiversità, così come del
patrimonio culturale e del paesaggio rurale di cui alla Legge 5 marzo
2001, n. 57 artt. 7 e 8, nonché del Decreto Legislativo 18 maggio 2001, n.
228 art. 14;
Precisato che
- E´
cresciuta la consapevolezza del pericolo che l´esponenziale consumo di
suoli fertili, genera il progressivo surriscaldamento del pianeta, pone
problemi crescenti al rifornimento delle falde idriche, impoverisce la
sovranità alimentare e non reca più alcun beneficio, né sull´occupazione
né sulla qualità della vita dei cittadini. Il fotovoltaico su terreni
agricoli rischia infatti di determinare danni quali l´erosione dei suoli,
la perdita di fertilità e può compromettere la biodiversità;
- II temi della qualità dell´aria, del risparmio energetico, del
risparmio idrico, la conservazione del territorio agricolo e l´uso di
energie alternative sono tra quelli posti come prioritari dalla nostra
azione politica a favore della nostra comunità cittadina;
-
Benché la tecnologia fotovoltaica consenta di produrre energia "pulita",
utilizzando una fonte rinnovabile, non la si può considerare priva tout
court di impatto sull´ambiente, in quanto occorre distinguere tra le
diverse tipologie di impianto. In particolare, essa è difficilmente
condivisibile quando è realizzata mediante impianti a terra di pannelli
fotovoltaici su suoli liberi. Gli
impianti fotovoltaici posti su terreni rischiano di ridurre fortemente
l´attività fotosintetica e la biodiversità. Inoltre, per
carenza/assenza di precipitazioni, a causa della copertura, la superficie
andrebbe incontro a progressiva desertificazione;
- La forte concentrazione di potenza installata su pochi e grossi impianti
realizzati al suolo rischia in poco tempo di vanificare quella che è la
caratteristica peculiare ed interessante dell´energia solare, ovvero la
produzione/generazione distribuita sul territorio grazie a piccoli/medi
impianti che nell´ottica originaria dei creatori del meccanismo di
incentivazione pubblica dovevano avere un peso consistente nell´economia
generale del programma. Ovvero: essendo previsto un limite massimo di
potenza installabile che può fruire delle attuali agevolazioni pubbliche,
questi grossi impianti a terra precludono ad altre utenze la possibilità
di accedere a tali benefici;
INTERROGA IL
SINDACO per sapere
1)
Quanti sono alla data odierna gli impianti fotovoltaici su terreni
agricoli autorizzati e/o realizzati, la collocazione degli impianti, i mq.
di pannelli installati e i KW di potenza energetica dagli stessi
prodotta;
2) Quante sono
alla data odierna le istanze pervenute in Comune - e ancora da
autorizzare - per l´installazione di pannelli di impianti fotovoltaici su
terreni agricoli, con specifica della collocazione degli impianti oggetto
dell´istanza, i mq. di pannelli previsti e i KW di potenza energetica che
si prevede di produrre;
3) Se intende
prendere iniziative e provvedimenti tesi ad un razionale utilizzo del
fotovoltaico in particolare per quanto riguarda l´installazione sui tetti
e/o su superfici già compromesse in termini di suolo perso per non
consumare terreno agricolo libero;
4) Se e quali
provvedimenti intende adottare per venire incontro alle legittime proteste
dei cittadini le cui abitazioni sorgono in prossimità dei parchi
fotovoltaici;
5) Se condivide le
preoccupazioni oggetto della presente interrogazione e se è disposto a
sottoporre la problematica all´Associazione dei Comuni Italiani ( Anci)
affinché questa evidenzi la questione in Conferenza Stato Regioni Enti
Locali per arrivare a disciplinare la materia con linee guida nazionali.
Osimo lì, 27 aprile
2010
Paola Andreoni
consigliere comunale
capogruppo del Partito
Democratico
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