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PRIORITA’
PROGRAMMATICHE CONDIVISE:
DIRITTI DEL LAVORO E SUL
LAVORO
-In questa nuova fase di recessione internazionale, la coesione sociale si
crea soprattutto con la protezione ed il sostegno del lavoro, dei
lavoratori e del loro reddito, attraverso il consolidamento degli
strumenti regionali sia di tutela che di promozione attiva e dotandosi
anche di nuovi strumenti regionali a sostegno di una ripresa con
occupazione, con misure che aiutino la resistenza ed il rilancio della
base occupazionale, con contratti di solidarietà, ammortizzatori sociali
per le piccole imprese, aiuti alle assunzioni, progetti formativi,
agevolazioni per i lavoratori in difficoltà, sostegni alle nuove imprese,
soprattutto giovanili e femminili.
-Sostegno al reddito per i lavoratori in mobilità e in CIGS e
finanziamento della Cassa integrazione guadagni in deroga per le PMI.
-Accordi di programma per tutti i territori ed i settori in difficoltà.
-Sostegno alla formazione diffusa quale leva fondamentale per l’occupabilità
e la qualità del lavoro.
-Sostegno alla nuova imprenditorialità in tutti i settori.
-Sostegno alle iniziative cooperative di lavoratori in difficoltà e al
terzo settore.
-Prosecuzione del trend di riduzione degli infortuni sul lavoro con nuove
politiche di sicurezza e prevenzione.
-Consolidare l’area di protezione sociale con lo strumento normativo del
reddito sociale a sostegno di quote deboli della popolazione
(disoccupazione di lungo periodo, precarietà, povertà, ma anche sostegno a
studenti meritevoli con basso reddito familiare, ecc.).
SVILUPPO, IMPRESE E NUOVA
IMPRENDITORIALITA’
-Il sistema imprenditoriale e produttivo regionale, basato sulle PMI,
produce reddito e benessere e va pertanto sostenuto, assegnando priorità
ai progetti a favore delle PMI di innovazione, ricerca e trasferimento
tecnologico, sostegno finanziario, investimento, aggregazione e
costituzione di reti, spin-off, collaborazione con l’Università,
semplificazione amministrativa, apertura internazionale.
-Potenziamento delle misure volte a sostenere il credito delle PMI.
-Abolizione progressiva dell’addizionale regionale residua sull’IRAP.
-Progetti di rafforzamento della competitività territoriale e
internazionale del sistemi locali regionali.
-Politiche specifiche per il sostegno diretto e l’avvio di micro e piccole
imprese artigianali, industriali, commerciali, turistiche, cooperative,
agricole.
-Sviluppo del “distretto del mare” e della pesca.
-Contrasto deciso delle operazioni di delocalizzazione attuando e
potenziando le normative regionali.
-Valorizzazione di qualità, produzioni e identità delle Marche in Italia,
in Europa e nel Mondo, per incrementare “reputazione” e attrattività,
soprattutto turistica, della nostra regione, diffondendo il Marchestyle.
-Nuove forme e strumenti di intervento pubblico regionale per rafforzare
le attività di sostegno creditizio-finanziario e di animazione dello
sviluppo del sistema economico.
INNOVARE E DIVERSIFICARE:
INTEGRAZIONE TURISMO-CULTURA-AMBIENTE-AGRICOLTURA DI QUALITA’
-Nuove forme di economia capaci di affiancarsi alla specializzazione
manifatturiera delle Marche: integrazione dei settori quale secondo motore
di sviluppo regionale, con il coordinamento dei progetti di sviluppo delle
risorse rurali, territoriali, culturali e turistiche.
-Sviluppo diffuso di nuove forme di economia verde (green economy), capaci
di produrre nuova occupazione di qualità.
-Sostegno alle filiere rurali di qualità locali e diffusione dei marchi di
qualità.
-Potenziamento dei servizi del terziario professionale, turistico e del
commercio.
-Progetti integrati di valorizzazione di beni e risorse culturali.
AMBIENTE E PAESAGGIO PER
LA QUALITA’ DELLA VITA
-Promozione del “senso di integrità del creato” quale forma essenziale di
responsabilità morale per il rispetto della vita, con politiche integrate
di tutela e valorizzazione dell’ambiente.
-Una parte essenziale della nuova economia e occupazione marchigiana del
sapere (grigia) e dell’ambiente (verde) avrà origine proprio dalle azioni
di tutela e valorizzazione del territorio e del paesaggio , con la lotta
all’inquinamento, la difesa del suolo e della costa, il contrasto del
dissesto idrogeologico, il monitoraggio del rischio sismico, la
valorizzazione delle aree naturali protette e la manutenzione della
montagna, uno sviluppo energetico sostenibile, l’adeguamento integrato
degli strumenti paesaggistici e urbanistici per la salvaguardia delle aree
più sensibili e per evitare nuovo consumo di suolo.
-Promuovere e tutelare la gestione pubblica dei beni primari, quali ad
esempio l’acqua.
-Progetto Appennino e potenziamento delle politiche per la montagna.
-Consolidare l’integrazione ambientale delle politiche settoriali
regionali e svilupparne la centralità. Potenziare gli incentivi per la
crescita delle energie rinnovabili sviluppando le previsioni del PEAR,
anche attraverso una maggior dotazione finanziaria ed un piano di
allocazione degli impianti, con consultazione delle comunità locali.
-Tendenziale equilibrio di autosufficienza energetica su scala
provinciale.
-La Regione continuerà con grande determinazione ad
attuare il PEAR, seguendo l’approccio rigoroso di rispetto delle norme di
compatibilità ambientale e di rifiuto di ogni forma di ulteriore
inquinamento.
-Impegno finalizzato al riequilibrio energetico territoriale.
-Progetti di valorizzazione di risorse ed eccellenze territoriali delle
Marche su scala nazionale e internazionale, anche quali nuovi fonti di
crescita occupazionale.
UN WELFARE DI QUALITA’:
DIRITTO ALLA SALUTE E INTEGRAZIONE SOCIO-SANITARIA
-Nuovo Piano socio-sanitario integrato per un sistema di welfare di
qualità, con il consolidamento del percorso virtuoso, in termini di
qualità e risultati, realizzato dal sistema socio-sanitario marchigiano,
basato su appropriatezza e qualificazione delle prestazioni, protezione
diffusa delle fragilità sociali e delle fasce più deboli della
popolazione, attivazione di progetti di eccellenza, diffusione di nuove
tecnologie (es. medicina molecolare), assistenza territoriale, nuovi
investimenti sanitari, riduzione della mobilità passiva, equilibrio dei
conti, riduzione dei costi amministrativi a vantaggio dei servizi ai
cittadini.
-Valorizzazione del personale medico e infermieristico quale cardine del
sistema socio-sanitario regionale.
-Ulteriore potenziamento delle politiche di integrazione socio-sanitaria e
a favore dei servizi territoriali (distretti), anche con la
semplificazione del sistema degli ambiti sociali.
-Dimezzamento delle liste d’attesa con il coinvolgimento degli operatori,
il miglior utilizzo di strutture e tecnologie, l’operatività del progetto
di CUP regionale.
-Valorizzazione del volontariato nel sistema di welfare e protezione
sociale regionale.
-Processo di semplificazione del modello di governance della sanità, con
il potenziamento del ruolo di programmazione della Regione e la
valorizzazione delle funzioni operative dei territori, attraverso il
rafforzamento delle attività di coordinamento di Area Vasta, la
responsabilizzazione delle Conferenze dei Sindaci e delle Conferenze
Provinciali delle Autonomie locali.
-L’ASUR è Ente di coordinamento ed indirizzo centrale assorbendo le
competenze dell’ARS.
-Scelta dei dirigenti e dei primari attraverso selezioni meritocratiche.
-Impegno straordinario per la riduzione delle liste di attesa anche
attraverso una gestione più dinamica dell’intramenia e dell’extramenia
-Prescrizione di farmaci e prestazioni sanitarie in forma elettronica
diretta da parte dei medici di famiglia.
FAMIGLIA, GIOVANI E
LONGEVITA’ ATTIVA
-Progetto integrato di longevità attiva, per consolidare la centralità
degli anziani nell’azione di governo, per fronteggiare le crescenti
esigenze di protezione della terza età, soprattutto per la
non-autosufficienza, per porre l’anziano come nuovo protagonista della
vita sociale.
-Aiuto concreto alle famiglie e ai cittadini con il
potenziamento dei servizi per la prima infanzia, tenendo conto della
numerosità dei figli che frequentano il sistema scolastico inferiore;
ulteriore potenziamento del diritto allo studio nella scuola dell’obbligo
e per l’università.
-Potenziamento delle politiche per le pari opportunità e per la
conciliazione dei tempi di vita e lavoro delle donne.
-Progetto-casa per estendere il diritto all’abitazione.
-Sostegno economico e fiscale per la famiglia naturale (acquisto di casa,
facilitazioni giovani coppie, ecc.); introduzione sperimentale di forme di
quoziente familiare nella fiscalità regionale.
-Istituzione dell’Assessorato alla famiglia.
-Rilancio della funzioni della Consulta per la famiglie.
-Nel rispetto delle competenze delle autonomi locali impegno per il
finanziamento degli oratori parrocchiali e di altri i centri di
aggregazione giovanile.
-Sostegno alle attività sportive e potenziamento delle strutture relative,
soprattutto a vantaggio dei giovani.
DAL FARE AL SAPERE CON
CULTURA E CONOSCENZA
-E’ necessario un grande progetto culturale di diffusione delle
“conoscenze”, mettendo in rete tutti i soggetti interessati, a partire dal
sistema universitario regionale, per puntare sul merito, investire in
formazione quale fattore chiave per un’occupazione di qualità e per
offrire nuove opportunità ai nostri giovani, rafforzando le politiche per
il diritto allo studio, potenziando il sistema scolastico ed educativo,
elevando la capacità di produrre innovazione di sistema soprattutto a
favore delle piccole imprese, con iniziative di diversificazione
dell’economia.
-Nel prossimo futuro, dovremo compiere uno sforzo ulteriore per mettere in
valore le risorse e le abilità umane della nostra regione: pubblico e
privato per finanziare l’industrializzazione del sapere.
-Politiche premiali del merito e politiche d’inclusione sociale nei
sistemi scolastici e universitari regionali.
-Rilancio e valorizzazione degli Istituti tecnici.
- Riaffermazione del ruolo insostituibile e prioritario della scuola
pubblica in un corretto e proficuo rapporto di collaborazione e sostegno
con quella paritaria .
INFRASTRUTTURE A SOSTEGNO
DELLA MOBILITA’ E DELLO SVILUPPO
-Impegno deciso al completamento del programma regionale delle
infrastrutture strategiche, basato su sistemi viari Nord-Sud e di
attraversamento degli Appennini (a partire dalla Fano-Grosseto).
-Potenziamento delle reti ferroviarie quali cardini del sistema logistico
regionale (raddoppio Orte-Falconara, alta velocità sul tratto adriatico) e
metropolitane di superficie.
-Potenziamento dei sistemi logistici integrati Porto-Aeroporto-Interporto.
-Valorizzazione del sistema della portualità per l’attrattività turistica
e l’apertura a Est.
-Sviluppo di reti immateriali a banda larga.
-Sostegno agli investimenti infrastrutturali degli Enti locali secondo i
principi della legge 46/92.
-Potenziamento del sistema del trasporto pubblico locale valorizzando
l’imprenditorialità locale.
-Sostegno alla società Quadrilatero per la realizzazione di progetti
infrastrutturali regionali.
SICUREZZA PERSONALE E DI
SISTEMA
-Tutela integrata dei cittadini rispetto sia a ogni fenomeno criminale,
sia a ogni evento calamitoso che possa incidere sulla incolumità della
popolazione.
-Potenziamento del sistema di protezione civile e valorizzazione del ruolo
dei soggetti sociali e istituzionali che lo compongono.
SEMPLIFICAZIONE,
PROGRAMMAZIONE E MENO BUROCRAZIA
-Un Ente più snello ed efficace che recupera appieno le proprie funzioni
di programmatorie-legislative.
-Riduzione dei costi della burocrazia, con lotta agli sprechi, taglio di
enti inutili, semplificazione legislativa, riduzione di consulenze, spese
amministrative e dei “costi della politica”, per liberare risorse
aggiuntive per gli impieghi a favore di cittadini, famiglie e imprese.
-Integrazione di principi di sussidiarietà nelle politiche regionali,
valorizzando i corpi intermedi e la collaborazione tra Enti locali.
-Prosecuzione e potenziamento degli strumenti di programmazione in specie
sociale ed economica, incluso eventualmente un Nuovo Programma di sviluppo
regionale, per il quale i parametri debbono essere diversi da quelli del
PIL tradizionalmente intesi, cioè anche di natura qualitativa come il BIL.
Definizione di un nuovo Piano Paesaggistico Regionale, recependo anche i
c.d. codici Urbani e Rutelli e nuova legge urbanistica, come strumento
attuativo, che innanzitutto impedisca ulteriore consumo del suolo.
FINANZA PUBBLICA EQUA NEL
FEDERALISMO SOSTENIBILE
-Consolidamento del trend di riduzione della pressione fiscale e
dell’indebitamento regionale, in un quadro di sostenibilità legato
all’evoluzione dei meccanismi applicativi del federalismo fiscale.
-Salvaguardia dei servizi ai cittadini e contrasto ai tagli dei
trasferimenti statali.
-Prosecuzione del contrasto dell’evasione e dell’azione di qualificazione
della struttura e della spesa del bilancio regionale.
-Garanzia dello stesso livello di impegno della Regione, in termini di
spesa e servizi, in ogni territorio delle Marche, dal Sud al Nord: tutti
debbono avere uguali diritti e le stesse opportunità di crescita.
-Promozione e salvaguardia di criteri di efficienza, appropriatezza ed
economicità nell’erogazione dei servizi a cittadini, famiglie e imprese,
anche con la collaborazione tra soggetti pubblici e privati nei servizi di
pubblica utilità.
FILIERA SOCIALE E
ISTITUZIONALE, NAZIONALE E INTERNAZIONALE
-Potenziamento della filiera sociale e istituzionale, perché è attraverso
la partecipazione, l’ascolto e la condivisione progettuale che parte dal
basso che si rende possibile realizzare un’azione di governo incisiva
attraverso nuove forme di governance con le comunità e le istituzioni
locali (concertazione e coesione).
-Progettualità strategica unitaria tra le Regioni del Centro Italia, per
un modello “terzo” basato su coesione, qualità sociale, sviluppo e
responsabilità, alternativo al dualismo rancoroso oggi prevalente nel
Paese, che ha natura rivendicativa e che mina l’unità del Paese.
-Ulteriore potenziamento del ruolo delle Marche nelle sedi di
rappresentanza nazionali, europee ed internazionali, a partire dal
Mediterraneo, per rafforzare l’immagine della Regione e la sua capacità di
attrazione di nuovi investimenti e risorse finanziarie, per sviluppare
politiche di pace, cooperazione e integrazione tra i popoli. |